Caldo anomalo e zanzara tigre: in Italia rischio punture fino a Natale, l’allarme degli esperti

L’autunno sembra estate: con il caldo anomalo la zanzara tigre resta attiva fino a dicembre. L’allerta Sima per la salute pubblica
Di Alessandra Monti
Zanzare, virus, pexels, ravikant
Zanzare, virus, pexels, ravikant

L’Italia si scopre ancora d’estate, anche in novembre. Con l’“estate di San Martino” e temperature fino a 25 gradi in molte città, le zanzare non si arrendono: pungono ancora e continueranno a farlo, forse, fino a Natale. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), che mette in guardia dal rischio di nuove infestazioni e dalla possibile diffusione di virus trasmessi da questi insetti.

«I cittadini fanno ancora i conti con le punture di zanzare e il rischio persiste fino a Natale», avverte il presidente Alessandro Miani, ricordando che il caldo anomalo di queste settimane crea le condizioni ideali per la sopravvivenza di specie come la zanzara tigre, la coreana e la giapponese.

L’estate di San Martino e il clima fuori stagione favorevole alle zanzare

Il meteorologo Lorenzo Tedici, di IlMeteo.it, parla di un’“estate di San Martino” anticipata e più intensa del solito. «Un periodo soleggiato nel cuore dell’autunno – spiega – ma con temperature superiori alla media anche di 6 gradi».
Da Milano a Napoli, da Firenze a Roma, le massime restano intorno ai 24-25 °C, mentre le minime difficilmente scendono sotto i 14.

Queste condizioni prolungano la stagione riproduttiva delle zanzare, che in un autunno normale avrebbero ormai completato il loro ciclo vitale. Il risultato: cortili, giardini e terrazze ancora popolati di insetti in cerca di sangue.

Zanzare resistenti e clima che cambia

Le zanzare più diffuse in Italia appartengono a quattro specie principali: la comune Culex pipiens, la tigre (Aedes albopictus), la coreana (Aedes koreicus) e la giapponese (Aedes japonicus).
Tutte hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento al freddo, ma è la tigre, arrivata dall’Asia negli anni ’90, a preoccupare di più.

«Il caldo anomalo permette alle uova di sopravvivere e agli adulti di restare attivi – spiega Miani – Un effetto diretto del cambiamento climatico, che altera i cicli naturali e prolunga la presenza di insetti vettori di malattie».

Rischi per la salute pubblica: dengue, chikungunya e West Nile

Il prolungarsi della stagione delle zanzare non significa solo fastidi, ma anche rischi sanitari concreti.
Negli ultimi anni in Italia si sono registrati casi autoctoni di dengue e chikungunya, mentre il virus West Nile continua a circolare soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro.

La zanzara comune, infatti, è in grado di trasmettere il West Nile, mentre la tigre può veicolare virus tropicali che fino a poco tempo fa erano considerati estranei al nostro continente.

Difendersi dalle zanzare anche in autunno

Gli esperti consigliano di continuare a seguire le buone pratiche di prevenzione anche in autunno inoltrato: eliminare ristagni d’acqua, coprire bidoni e contenitori, usare repellenti e zanzariere.
Le amministrazioni comunali, intanto, valutano di prolungare le campagne di disinfestazione, soprattutto nei centri urbani più caldi e densamente popolati.

La SIMA invita inoltre a rafforzare la sorveglianza sanitaria per individuare tempestivamente eventuali casi di infezioni trasmesse da vettori.

Un segnale del cambiamento climatico

Il ritorno delle zanzare in novembre è solo uno dei sintomi visibili del cambiamento climatico. Le stagioni si accorciano, i periodi miti si estendono, e gli equilibri biologici vengono stravolti.
Gli esperti parlano di una “tropicalizzazione del clima” mediterraneo, con estati sempre più lunghe e inverni sempre più brevi.

«La presenza di zanzare attive fino a Natale – conclude Miani – è la prova che il clima sta cambiando e che dobbiamo adattare le nostre strategie di prevenzione e tutela della salute pubblica».

 
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