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Brexit: Johnson chiede sospensione Parlamento per favorire no deal

Le intenzioni di Johnson sembrerebbero quelle di saltare il dibattito sulla Brexit per poter favorire il no deal, ovvero l’uscita dall’Ue senza accordi prevista per il 31 ottobre.

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Nuova mossa da parte del premier Boris Johnson che chiederà alla Regina di sospendere il Parlamento dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa estiva. Le intenzioni di Johnson sembrerebbero quelle di saltare il dibattito sulla Brexit per poter favorire il no deal, ovvero l’uscita dall’Ue senza accordi prevista per il 31 ottobre. Il premier però smentisce:Serve ad andare avanti con i piani per far progredire il Paese”, ha affermato Johnson. “E’ falso, stiamo presentando nuove leggi su crimine, ospedali, istruzione. Ci sarà tutto il tempo dopo il vertice del 17 ottobre (Ue sulla Brexit) per dibattere la Brexit”. 

 

Ha superato le 220 mila firme la petizione sul sito del Parlamento del Regno Unito che chiede al governo di non sospendere il Parlamento qualche settimana prima della scadenza della Brexit il 31 ottobre. La pagina web dell’istanza ricorda che con 100.000 firme, la petizione sarà presa in considerazione per un dibattito in Parlamento. La decisione nel frattempo spaventa i mercati e la sterlina è già in picchiata. 

 

La risposta dalle opposizioni.

 

“Sono inorridito dalla sconsideratezza del governo Johnson, che parla di sovranità e che tuttavia sta cercando di sospendere il Parlamento per evitare l’esame dei suoi piani per una spericolata Brexit senza accordo. Questo è un oltraggio e una minaccia per la nostra democrazia”.

“Se Johnson ha fiducia nei suoi piani, dovrebbe sottoporli al giudizio dell’opinione pubblica tramite elezioni o un voto popolare”.

Jeremy Corbin, leader laburista.

 

 “Si tratta di un oltraggio costituzionale. Non importa come la si presenta, è ovvio che il fine sarebbe quello di impedire al parlamento di dibattere la Brexit e fare il proprio dovere nel modellare la strada per il Paese… chiudere il parlamento sarebbe un’offesa al processo democratico e ai diritti dei deputati”.

John Bercow, Speaker della Camera dei Comuni britannica.

 

“Sembra che Boris Johnson stia per chiudere il Parlamento ed imporre una Brexit senza accordo. A meno che i parlamentari si uniscano per fermarlo, la prossima settimana, oggi verrà ricordato come un giorno nero per la democrazia britannica”.                  

Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese.

 

 “Johnson ha appena lanciato il guanto di sfida alla democrazia parlamentare. la madre di tutti i parlamenti non gli permetterà di escludere il parlamento dalla più importante decisione per il nostro Paese. Risponderemo alla sua dichiarazione di guerra con un pugno di ferro”.

Tom Brake, responsabile per la Brexit dei Liberaldemocratici.

 

 “Sta tentando di usare la Regina per concentrare il potere nelle sue mani. E’ un modo molto pericoloso ed irresponsabile di governare”. 

Yvette Cooper, deputata laburista.