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Astronomia, Hubble fotografa Earendel, la stella “tolkieniana” dei record

Earendel, Astronomia

La stella Earendel, indicata dalla freccia nell'ingrandimento

L’astro, la cui luce ha viaggiato per 12,9 miliardi di anni, è nato 900 milioni di anni dopo il Big Bang: è stato chiamato Earendel (“stella del mattino” in inglese antico), ed è stato osservato grazie a un fenomeno previsto da Einstein

Da www.romait.it

La NASA ha annunciato una scoperta eccezionale nel campo dell’astronomia. È stata infatti fotografata quella che, attualmente, è la stella singola più lontana (e dunque più antica) mai osservata dalla Terra. Alla quale è stato dato un nome estremamente evocativo, mutuato dal Maestro del fantasy J. R. R. Tolkien.

Earendel, Astronomia
La stella Earendel, indicata dalla freccia nell’ingrandimento

Una scoperta eccezionale nel campo dell’astronomia

Lo straordinario scatto si deve al telescopio spaziale Hubble che, come sottolinea la NASA, ha infranto un record spaziale. Perché l’immagine che ha catturato è quella del corpo celeste più remoto su cui si sia mai posato l’occhio dell’uomo. Una stella la cui luce ha viaggiato per 12,9 miliardi di anni prima di raggiungerci ma che, a causa dell’espansione dell’Universo, dista in realtà 28 miliardi di anni luce. Il che implica che quest’astro si è acceso circa 900 milioni di anni dopo il Big Bang, che su scala siderale è un battito di ciglia.

Quest’oggetto cosmico è stato immortalato grazie a un effetto chiamato “lente gravitazionale”, che sostanzialmente ingrandisce di migliaia di volte l’immagine originaria. Un fenomeno che, come ha spiegato a Repubblica Andrea Ferrara, professore di Cosmologia della Normale di Pisa, venne teorizzato da Albert Einstein. Che però lo considerava solamente «una curiosità matematica» nell’ambito della relatività generale, e non riteneva che «lo avremmo osservato mai dal vero».

Earendel, un omaggio a Tolkien

La stella è stata battezzata Earendel: un omaggio al Mezzelfo Eärendil, un personaggio di Arda, l’immaginario universo tolkieniano. Si tratta di un nome profondamente suggestivo perché, sebbene nella lingua elfica significhi “amante del mare”, in inglese antico vuol dire “stella del mattino”. Tanto che, come ricorda l’INAF, ne Il Signore degli Anelli – Le due torri Frodo esclama: «Ti saluto, o Eärendil, la più luminosa delle stelle!»

Earendel non è probabilmente l’astro più splendente, pur brillando milioni di volte più del Sole – di cui ha una massa 50 volte maggiore. Potrebbe inoltre avere una “compagna”, come precisa l’ANSA, suggerendo la possibilità che si tratti di un sistema binario. Ma soprattutto, visto il tempo necessario affinché la sua luce arrivasse fino a noi, potrebbe essere già morta. Un destino scritto, in tutto e per tutto, nelle stelle.