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Anno giudiziario 2026: Roma segnala un’Italia in tensione fra violenza di genere, cybercrimine e antisemitismo

Corte d’Appello di Roma: Meliadò e Amato sui reati 2025. Codice rosso al 20%, frodi digitali in crescita, 18 episodi antiebraici

L’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto di Roma, oltre il rito istituzionale, funziona come barometro nazionale: perché nella Capitale si concentrano dinamiche sociali e criminali che poi si allargano al resto del Paese. Nel discorso del presidente della Corte d’Appello, Giuseppe Meliadò, e nella relazione del procuratore generale Giuseppe Amato, emergono tre direttrici: violenza di genere, trasformazione digitale del reato, incremento di episodi collegati all’antisemitismo. È un quadro che, per ampiezza e qualità dei fenomeni, interroga legislazione, prevenzione, capacità di risposta dello Stato.

Violenza di genere: la massa critica del “codice rosso”

Il dato strutturale riguarda la quota di notizie di reato connesse al “codice rosso”: 20% del totale arrivato in Procura. Non è un segmento marginale: è uno dei blocchi principali dell’azione penale. Dentro quel perimetro, il 60% concerne violenze sessuali, con 79 indagati nel 2025. Le misure cautelari fotografano la natura seriale di molte condotte: 19 provvedimenti per violenza sessuale, 24 per stalking, 80 per maltrattamenti in famiglia. Meliadò ha legato questi drammi a un contesto più ampio, parlando di una rabbia sociale che tende a ridurre la persona a oggetto: un passaggio che sposta il tema dal fatto individuale al problema pubblico.

Femminicidi: il segnale positivo e la soglia di accettabilità zero

Sul fronte dei femminicidi, Amato ha evidenziato una diminuzione rispetto al 2024: da 91 a 73. In termini di policy è un segnale, non un risultato. Perché il punto, come ha ricordato lo stesso procuratore generale, è che restano numeri inaccettabili. La direzione di marcia, se confermata, può suggerire che misure di protezione e maggiore emersione stiano incidendo; ma la tenuta del trend richiede stabilità di strumenti, risorse, coordinamento con servizi sociali e sanitari.

Maltrattamenti familiari: crescita decennale e pressione sugli uffici

Il dato più “lungo” è quello che copre dieci anni: maltrattamenti domestici da 254 casi nel 2015 a 619 persone indagate nell’ultimo anno (609 l’anno precedente). È una dinamica che incrocia più fattori: aumento delle denunce, maggiore attenzione pubblica, ma anche persistenza delle condotte. In un sistema che lavora su emergenza e urgenze, questa crescita diventa pressione continua su procure, tribunali, strutture di accoglienza.

Cybercrimine: frodi, fake news e deepfake porn come moltiplicatori

Il capitolo digitale cambia il paradigma della prevenzione. Amato ha segnalato l’aumento delle frodi informatiche e il pericolo delle fake news. Poi ha indicato un’area ad altissimo impatto sociale: i video deepfake porn, in grado di amplificare l’offensività del revenge porn, con particolare esposizione dei minorenni. La combinazione di accessibilità tecnologica, velocità di diffusione e anonimato produce danni che spesso superano la capacità di intervento immediato delle vittime. È un terreno dove servono investigazioni specialistiche, cooperazione con piattaforme, educazione digitale, oltre la sanzione penale.

Antisemitismo: 18 episodi e aumento delle denunce per propaganda razzista

La terza direttrice riguarda l’intolleranza antiebraica. Nel distretto di Roma sono stati segnalati 18 episodi collegati a derive violente e intolleranza razziale riconducibili all’antisemitismo, spesso presentati con il pretesto del conflitto israelo-palestinese. Amato ha ricordato un incendio doloso in un centro commerciale accompagnato da scritte con riferimenti a bersagli collegati agli Stati Uniti, citati in relazione al sostegno a Israele. Sul piano giuridico, l’aumento delle denunce per propaganda e istigazione a delinquere per discriminazione razziale indica un punto critico: la traslazione dell’odio dal discorso pubblico agli atti, e la necessità di leggere la rete come spazio operativo del reato, non come semplice contesto.