Apparsa sul set di The Devil Wears Prada 2 a New York, Anne Hathaway – nel ruolo di Andy Sachs – ha attirato tutti gli sguardi con un outfit completamente nero: un abito Khaite cipria con vita sottolineata da pieghe strette, abbinato a un trench lungo, pumps Aquazzura e una borsa in pelle Coach. Gli occhiali oversize Oliver Goldsmith aggiungevano un’aura misteriosa che non passava inosservata.
Questo total black, lo racconta bene Lucrezia Vardanega sul sito Di Lei, non è solo una scelta estetica: richiama i momenti più intensi del primo film, quando Andy sceglie la moda sacrificando qualcosa di personale, o cambia radicalmente strada a Parigi. Il look suggerisce, in modo implicito, una fase nuova e profonda del suo percorso narrativo.
Il sequel de Il diavolo veste Prada prende forma
Il sequel, diretto da David Frankel e scritto da Aline Brosh McKenna, è confermato in uscita per il 1 maggio 2026. Rivedremo Andrew Sachs (Hathaway), Miranda Priestly (Meryl Streep), Emily Charlton (Emily Blunt) e Nigel (Stanley Tucci), affiancati a nuovi membri del cast come Lucy Liu, Justin Theroux, Simone Ashley, Pauline Chalamet e altri.
Il film sta già generando attesa non solo per la trama, ma anche per l’impatto visivo: i costumi sono opera della new-entry Molly Rogers, che prosegue il lascito stilistico di Patricia Field. È emersa una collaborazione con brand come Fendi, Dior, Chanel, Lanvin, Khaite, Dries Van Noten e altri – configurando il sequel come un’esposizione di moda continua e internazionale.
Una scena che parla di perdita e nostalgia
Una foto rubata sul set mostra Hathaway e Tucci vestiti di nero, occhi oscurati da occhiali, mentre camminano con espressione mesta nel verde di Central Park. Il look – elegante e funereo – ha scatenato speculazioni su un possibile lutto nella storia, forse la morte di un personaggio centrale come Miranda Priestly.
L’eleganza scenica non si limita al tragicomico: sembra configurare un momento narrativamente drammatico, e ci invita a leggere il total black non come scelta fashion, ma come linguaggio emotivo.
Tra glamour e ansia da spoiler: il timore della designer
Dietro ogni outfit si nasconde un lavoro meticoloso. Molly Rogers, costumista del film, ha espresso frustrazione per le continue fughe di immagini dal set, che rischiano di sminuire l’impatto delle sue creazioni: “È un peccato”, ha affermato, riferendosi agli spoiler visivi che già circolano online.
Questa crescente esposizione pubblica rende the film più un evento mediatico che cinematografico: le scelte di stile diventano parte integrante della comunicazione del progetto stesso.
Totale black: una mappa stilistica di Andy Sachs
Outfit con sottotesto narrativo
Il look evidenzia un’evoluzione psicologica del personaggio: il nero – simbolo di sacrificio, forza, introspezione – spinge a interpretazioni che vanno oltre la moda.
Cast di ritorno e nuovi arrivi
Il ritorno del cast originale, affiancato da volti freschi, prepara il terreno a dinamiche complesse nel mondo dell’editoria di lusso.
Moda come linguaggio emotivo
I capi non vestono solo la storia, ma la raccontano. Khaite, Coach e Aquazzura non sono asset estetici, ma indizi narrativi.
Valorizzazione del design e allerta spoiler
Il lavoro di Molly Rogers merita rispetto: le foto trapelate minacciano la potenza narrativa dei costumi.
